Roma pedala

Piste ciclabili a Roma

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> Villa Borghese <

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Il Bike Sharing de Noantri

Il Bike Sharing a Roma?
Finalmente inaugurato!

Leggi tutti gli aggiornamenti sul bike sharing romano!

Incubi ciclabili

Non luoghi metropolitani
dove pedalare è un incubo:

- Le 10 Strade più pericolose d'Italia: 4 partono da Roma;

- Lo svincolo
Anagnina Tuscolana
Grande Raccordo Anulare
;

- Lo snodo di Ponte Mammolo: un incubo per i ciclisti di Roma Nord Est;

- Il nuovo svincolo autostradale a Prati Fiscali.

Cicloproposte

Idee e proposte per uno sviluppo "dal basso" della mobilità ciclabile nella nostra città:

- Roma Bike Messenger;

- Maglie catarifrangenti ad alta visibilità;

- In bici sulla Metro
anche il sabato
;

- G.S.A.
Grande Sentiero Anulare
;

- Passaggi ciclabili inverosimili;

-
Petizione per una pista ciclabile sulla via Nomentana;

- Anello ciclabile delle
Mura Aureliane;

- Una pista ciclabile per il Quarto Municipio.

Cicloparcheggi a Roma

Breve carrellata fotografica
di stalli e rastrelliere dove
parcheggiare la propria bici
nella nostra città.

> Campidoglio <
> Via Luigi Petroselli <
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> Largo Dei Lombardi <
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> Via Lemonia <
> Piazza Scipione Ammirato <
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> Coop Via Laurentina <

Stazioni Metro A

> Anagnina <
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Stazioni Metro B

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> Garbatella <
> Piramide <
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> Ponte Mammolo <
> Rebibbia <

Stazioni Ferroviarie

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> Roma Tiburtina <
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> Roma Trastevere <
> Roma Nomentana <
> Nuovo Salario <
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> Settebagni <
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> Ostia Nord <
> Ostia centro <
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Ciclogite e Itinerari

2009

>> Sant'Oreste <<
>> Torrita Tiberina <<
>> Nettuno <<
>> Sasso <<
>> Calcata <<
>> Castelli Romani <<
>> I 200 km di Corchiano <<
>> I 200 km di Capistrello <<
>> Tuscolo <<
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>> Madonna della Civita <<
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>> Cervara di Roma <<
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>> Monte Livata <<

2008

>> Tolfa-Allumiere <<
>> Castelli Romani <<
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>> Monte Morra <<
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>> Monte Livata <<
>> Tirreno - Adriatica (1) <<
>> Tirreno - Adriatica (2) <<
>> Tirreno - Adriatica (3) <<
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>> Campo Staffi <<
>> Altopiano delle Rocche <<
>> Le Dolomiti de IlGallus <<
>> Campo Catino <<
>> Campo Imperatore <<
>> Monti Lucretili <<
>> Eroica 2008 <<
>> La Sabina del Gallus <<
>> Tolfa <<
>> Terracina <<
>> Torvaianica <<
>> Pomezia <
<

2007

>> Ponzano Romano <<
>> Torvaianica <<
>> Anzio - Sperlonga <<
>> Sasso <<

>> Tolfa-Allumiere <<
>> Torrita Tiberina <<
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>> Tuscolo <<
>> Rocca di Papa <<
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>> G.F. della Pace <<

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>> I 200 di Nettuno <<

>> Monteflavio <<
>> I 200 di Corchiano <<
>> Castelli Romani <<
>> I due laghi <<
>> I 300 di Salerno <<
>> Tolfa - Manziana <<
>> Sabaudia <<
>> Lago del Turano <<
>> I 300 di Nettuno <<
>> G.F. Verde Umbria <<

>> Colli di Montebove <<
>> Alto Lazio <<
>> DueMMe <<
>> I 400 di Reggio Emilia <<
>> Campaegli - Guarcino <<
>> I 400 di Nettuno <<
>> G.F. Nove Colli <<
>> Sperlonga <<
>> I 600 di Assisi <<
>> Cretone <<
>> Campaegli <<
>> Celano - Roccasecca <<
>> Cocullo - Avezzano <<
>> L'Anello del Sirente <<
>> Campo Catino <<
>> Terminillo <<
>> Campo Staffi <<
>> Monte Livata <<
>> Campo dell'Osso <<
>> Altopiano delle Rocche <<
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>> Schiavi di Abruzzo <<
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>> Marsia <<
>> Guadagnolo <<
>> Campo Imperatore <<
>> Anello dei Simbruini
<<
>> Gran tour dei Lucretili <<
>> L'Eroica 2007 <<
>> Da Anguillara a Tolfa <<
>> Litorale Romano <<
>> Litorale Pontino <<
>> Latina <<
>> Monte San Biagio <<
>> Fiano Romano <<
>> Tuscania <<

2006

>> Ostia <<
>> Litorale Romano <<
>> Castelli Romani <<
>> Avezzano-Terni <<
>> Tempio della Dea Bona <<
>> La via Latina <<
>> Monteflavio <<
>> Il giro di Cretone <<
>> Campaegli <<
>> Ostia <<
>> S. Polo dei Cavalieri <<
>> Campo Catino <<
> Gran Fondo del Terminillo <
>> Monte Morra <<
>> Campo Staffi <<
>> Monte Livata <<
>> Sperlonga <<
> Altopiano delle Rocche <
>> Campo Imperatore <<
>> Guadagnolo <<
>> Orvinio-Scandriglia <<
>> Guadagnolo <<
>> La Mentorella <<
>> Tolfa-Allumiere <<
> S. Polo dei Cavalieri <
>> Calvi dell'Umbria <<
>> Monteflavio <<
> S.Angelo Romano <
>> Saracinesco <<
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>> Farfa in Sabina <<
>> Cretone <<

2005

>>
Tuscolo <<
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Castelli Romani <<
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Guadagnolo <<
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Monteflavio <<
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Bici di Roma

Veloce carrellata delle bici che ci accompagnano nei nostri deliri urbani ed extraurbani.

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mercoledì, 18 luglio 2007

Bici pubbliche a Parigi!

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Domenica 17 luglio è stato inaugurato a Parigi il servizio di bici condivise “Velib”.

Un investimento enorme, 10600 bici disponibili, 750 punti di scambio; numeri destinati a raddoppiare nel giro di un anno. Significa che a Parigi non c'è una piazza, una stazione, un ufficio pubblico che non abbia il suo punto di scambio con almeno una decina bici disponibili.

Io c'ero, e per colpa di una carta di credito difettosa non sono riuscito a usare il servizio (non sapete che rosicamento), ma ho visto il successo che c'è stato il primo giorno e vi mando qualche foto.

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Ci sono due tipi di abbonamento: quello annuale costa 29 euro, si stipula negli uffici RATP (l'equivalente dell'ATAC, diciamo così) viene consegnata una carta magnetica ricaricabile e consente di prelevare la bici semplicemente appoggiando la carta sul punto di blocco.

Esiste poi l'abbonamento di breve durata e si stipula direttamente alle paline presenti nei punti di scambio. Costa un euro per un giorno oppure cinque euro per una settimana; è necessario avere una carta di credito con relativo pin. Si digita l'approvazione di un contratto che prevede l'addebito di 150 euro in caso di mancata riconsegna della bici e la macchinetta rilascia uno scontrino con un codice personale. Il codice rimane valido per tutto il tempo dell'abbonamento, si digita il codice sulla palina e si indica quale bici sganciare, si prende la bici e la si riconsegna in un qualsiasi altro punto di scambio; il sistema riconosce automaticamente la bici, una lucetta verde ci conferma che la riconsegna è stata regolarmente registrata.

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La prima mezz'ora è gratuita, oltre si paga un euro l'ora. Ma attenzione, la prima mezz'ora si può ripetere indefinitamente. Ovvero si può usare la bici 29 minuti, si riaggancia e dopo 5 minuti si può riprendere per altri 29 minuti e così via. Ovviamente questo tipo di tariffazione è pensato per incentivare i brevi spostamenti in città.

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La bici è molto pesante ma scorrevole, tutta progettata in funzione anti-vandalo, ha tre marce integrate nel mozzo, freni a tamburo, cavi coperti, sellino non sfilabile, addirittura le valvoline delle gomme hanno cappucci svitabili solo con un apposito attrezzo.

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Già che c'ero ho fatto qualche foto ai poliziotti in bici, ai taxi a pedali, alle corsie bus + bici sul lungo Senna e agli attraversamenti ciclabili che ci sono pressochè in tutte le strade; proprio come a Roma.

Ops,  dimenticavo, una nota negativa c'è: i francesi vanno in bici, si sono abbonati in 16.000 il primo giorno, ma rimangono sempre francesi, quindi tutte le istruzioni, i contratti, i depliant sono solo ed esclusivamente in lingua francese. Ognuno ha le sue fissazioni. Baci e bici

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postato da: gfontani alle ore 02:31 | link | commenti (22)
categorie: storie, bicicletta, altre città, bike sharing

Commenti
#1   18 Luglio 2007 - 07:39
 
anche a Barcelona non sono da meno......

http://www.bicing.com/

tra quanti SECOLI a Roma ?
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#2   18 Luglio 2007 - 08:09
 
Confermi che è stato un grande successo? Repubblica l'altro giorno ha dedicato una pagina intera a Velib e ha detto invece che è stato un mezzo flop, anche perché a Parigi non c'era nessuno e che i parigini comunque in bici non ci vanno. Che sia il blocco mediatico berlusconian-veltroniano-montezemolino, per scoraggiare gli amministratori a fare qualcosa del genere? Come al solito, giornalisti che mentono sapendo di mentire
Stefano
utente anonimo

#3   18 Luglio 2007 - 08:49
 
"si... però la bici è pesante"... "è anche brutta"... "a Roma non durerebbero un istante"... "se le rubberebbero tutte dopo neanche 10 minuti"... "costano troppo"... "la tesserina si smagnetizza"... "e poi la sovrintendenza non autorizza l'istallazione dei punti di scambio"... "il municipio si oppone"... "l'assessorato protesta"... "si sottraggono i parcheggi"... "e poi la bici non la usa nessuno"... "ci sono i sette colli"... "Roma non è Ferrara e neanche Parigi"...

Emigrare, l'unica soluzione è emigrare...
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#4   18 Luglio 2007 - 08:51
 
Anche Vienna è alla pari di Parigi (da molto più tempo). ...e noi? Ci vogliamo rassegnare? Di bici per gli spostamenti urbani ne vedo sempre di più (soprattutto utilizzate dal gentil sesso) ma anche di suv.

Una piccola nota positiva: sono state installate da non molto tempo delle colonnine di ricarica davanti Villa Lazzaroni, sede del IX Municipio. Ancora non le ho viste in uso, ma...
utente anonimo

#5   18 Luglio 2007 - 09:20
 
> Emigrare, l'unica soluzione è emigrare...

quoto e straquoto!

UgaSofT
utente anonimo

#6   18 Luglio 2007 - 10:19
 
"si... però la bici è pesante"...... "e poi la sovrintendenza non autorizza l'istallazione dei punti di scambio"... "il municipio si oppone"... "l'assessorato protesta"... "si sottraggono i parcheggi"... "e poi la bici non la usa nessuno"... "ci sono i sette colli"...

GRANDE ESAUSTIVA SINTESI,

ma non dovremmo emigrare noi, bensì tutta 'sta monnezza lucida, fanatica e soprattutto INUTILE.

AVe caiofabricius VALE

utente anonimo

#7   18 Luglio 2007 - 10:20
 
Allora è deciso. Ci vediamo tutti all'ufficio emigrazione alle 18.30 con documenti in mano, valigia di cartone legata con una corda e fagotto con la pasta al forno chiuso in un telo con 4 nocche agli angoli!! Le bici non ce le portiamo, le troviamo lì!
Però, che rimpianti per quello che ci lasciamo dietro: il sampietrino sconnesso, l'estate romana con i suoi cocci di vetro sul selciato e le baracche sulla ciclabile, le rastrelliere occupate dagli scooter, la ciclabile interrotta per lavori da maggio a luglio, le belle parole di Uolter e dell'assessore Esposito...
Evvai, si parteeeeeee.
PS: il blog lo chiameremo "Paris vélo?"
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#8   18 Luglio 2007 - 10:45
 
A emigrare dovrebbero essere i nostri cari amministratori e i loro insulsi annunci trionfalistici per quei 4 stalli posizionati in giro per roma e per quei patetici chilometri di ciclabile malamente realizzati in questi anni.

Toni
utente anonimo

#9   18 Luglio 2007 - 11:03
 
In effetti cercavo, nei giorni scorsi, di immaginare un modo nuovo di promuovere l'uso della bicicletta... ma quest'idea mi sembra migliore: organizziamo una sorta di "fratellanza", come i carbonari, o la massoneria, ed aiutiamo i ciclisti a scappare. Possiamo creare punti di appoggio in città civili, aiutarli a trovare lavoro, fornire informazioni sui documenti necessari e tutto quanto. Spopoliamo Roma dai ciclisti aiutando la "fuga di cervelli" dall'Italia all'estero. Penso che in capo a due, tre anni saremo in grado di portarci fuori tutti, prima che la nave affondi.
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#10   18 Luglio 2007 - 11:25
 
Da Roma non emigrerei mai. Il clima e bellezza della città eterna sono due elementi che non baratterei con nessun'alra città al mondo. Eppoi qui possiamo muoverci in bici 12 mesi l'anno, lo smog rispetto alla stessa Parigi praticamente non esiste.
Convinzioni che mi sono state confermate la settimana scorsa, mentre stavo in vacanza in maremma ho conosciuto un inglese che stava compiendo un viaggio in bici in solitaria da Atene a Londra. Mi diceva che gli italiani sulle strade sono molto più attenti alle bici di gran parte degli altri paesi europei e che secondo lui Roma è una città magnifica da girare in bicicletta (ci ha vissuto 13 anni).
Insomma non sempre l'erba del vicino è più verde a quanto sembra. ;-)
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#11   18 Luglio 2007 - 11:43
 
Ma chi è 'st' Inglese?

Spesso incontro e consolo ciclopionieri sperduti tedeschi letteralmente terrorizzati e affranti dal traffico e dal disordine incivile, SOPRATTUTTO DEGLI SCOOTERONI, missili pocointelligenti ma onnipresenti, pure tra le meraviglie dei vicoli Rinascimentali o delle Piazze Barocche: e il grande potenziale flusso di turismo sano e consapevole in bici come si è ormai sviluppato in gran parte d'Europa OVVIAMENTE qui si guarda bene da arrivare in numero minimamente rappresentativo.

Ve l'immaginate un pischello biondo abituato al rigore e alla sicurezza delle ciclabili mitteleuropee, pedalare un pò distratto a Corso Vittorio o Piazza Venezia? Eh sì che le mamme crucche non sono apprensive, ma quì ci si espone all'INFANTICIDIO...

AVe caiofabricius VALE
utente anonimo

#12   18 Luglio 2007 - 12:07
 
Doveva essere il cugino dell"Americano a Roma": un inglese in maremma!
Dammi retta, bummi: o aveva esagerato col Morellino o ti prendeva in giro. Sfido chiunque a parlar bene delle nostre strade, del nostro traffico e dell'attenzione agli altri da parte degli automobilisti italiani!! E poi scusa, tu in che città vivi? Io sono romano da sempre e ti assicuro che in bici si è sempre girato con grande pericolo.
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#13   18 Luglio 2007 - 14:09
 
Anche Stoccolma utilizza questo sistema..ma mobilitarci in qualche modo?

Andrea
utente anonimo

#14   18 Luglio 2007 - 14:43
 
Non vorrei essere stato frainteso, chi mi ha letto in passato sa quanto sono critico su Roma, dalle strade agli automobilisti indisciplinati fino agli amministratori scellerati che ci ritroviamo, però da qui a dire che è la peggiore città del mondo per muoversi in bicicletta ce ne corre.
Alcune critiche che leggo spesso qui dentro secondo me sono esagerate e troppo disfattiste. In questa maniera si finisce per focalizzare il discorso sempre su quello che non funziona perdendo di vista le qualità del posto in cui viviamo. Parigi, Vienna, Londra non sono oasi per ciclisti (almeno io non ho mai avuto questa sensazione), anche lì problemi ce ne sono, magari diversi da quelli di Roma ma esistono anche lì.
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#15   18 Luglio 2007 - 14:54
 
Proprio perchè amo e conosco le tante meraviglie di Roma sono continuamente ferito da tanta orgogliosa e rozza inciviltà.

Non "emigrerò" mai, vorrei invece che fossero ESILIATI a SUVlandia certi portatori coscienti di miserevoli furbizie.

AVe caiofabricius VALE
utente anonimo

#16   18 Luglio 2007 - 16:38
 
L'iniziativa è serissima. Ricordo che sia Parigi che Barcellona prendono esempio da Lione dove Velo'V è stata la prima iniziativa di Bike sharing voluta dal sindaco e quindi capillare e con tecnologia e partner adeguati (Decaux), lo spiegavo
utente anonimo

#17   18 Luglio 2007 - 22:29
 
>Confermi che è stato un grande >successo? Repubblica l'altro giorno >ha dedicato una pagina intera a >Velib e ha detto invece che è >stato un mezzo flop

I giornali e la televisione hanno dato molto risalto al successo dell'iniziativa ed hanno parlato di 16.000 abbonamenti nella sola giornata di domenica.
Io ti posso dire che le bici sono state installate sabato sera e domenica pomeriggio i parcheggi erano quasi tutti vuoti. E di gente in giro con quelle bici ce ne era veramente tanta.

La cosa che mi ha più colpito è la capillarità dei punti di scambio, a poche centinaia di metri uno dall'altro, e in zone più periferiche ho visto molti piccoli cantieri ai lati delle strade per la realizzazione di altri punti scambio.

Veramente un investimento pesante, se sarà un successo o un flop è troppo presto per dirlo, ma è chiaro che gli amministratori ci hanno creduto.
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#18   19 Luglio 2007 - 08:46
 
Ho recuperato l'articolone di Repubblica sul bike sharing di Parigi. Non appena ho un po' di tempo, lo posto sul blog!
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#19   19 Luglio 2007 - 08:56
 
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Pierfranco

#20   27 Settembre 2007 - 09:33
 
Segnalo...

Parigi, rivoluzione su due ruote. Tre milioni di utenti in due mesi, 60mila abbonati. E grazie al Velib l'anti-Sarkozy è Delanoe

Articolo di Anna Maria Merlo tratto da “il manifesto” di domenica 23 Settembre 2007, pag. 07.

Parigi - Per Bertrand Delanoë, il Vélib ha l'acceleratore (politico) di una Ferrari. Il sindaco di Parigi, che mira ad essere rieletto alle municipali del prossimo marzo e comincia a sognare il grande salto verso la candidatura all'Eliseo per il 2012, conta molto sull'effetto bicicletta. L'iniziativa è stata un grande successo. In appena due mesi più di tre milioni di persone hanno utilizzato le bici messe a disposizione dal comune. Gli abbonamenti annuali sono intorno ai 60mila. Per il sindaco è l'incarnazione del «socialismo del reale» che potrebbe favorire una sua ascesa verso la più alta carica dello stato, come candidato dei socialisti anti-Ségolène Royal.

«Un successo che oltrepassa ogni aspettativa», dicono al comune di Parigi, dove sottolineano l'immagine di «modernità» che l'operazione biciclette dà del partito socialista parigino: un servizio pubblico a disposizione di tutti a un prezzo irrisorio ma gestito da una società privata, la JCDecaux, che deve rispettare gli obblighi imposti dall'amministrazione comunale. Per di più, un servizio finanziato interamente dalla pubblicità, che riempie le casse del comune (3,5 milioni di euro pagati come canone dalla società, a cui si aggiungono gli abbonamenti). Così la città di Parigi potrebbe incassare fino a 20 milioni di euro l'anno, dopo aver versato la percentuale sugli incassi dovuta alla JCDecaux. I costi dell'investimento sono stati a carico della JCDecaux (90 milioni di euro), che oltre alla percentuale sui guadagni futuri ha già incassato lo sfruttamento di 1600 cartelloni pubblicitari nella capitale. «I sistemi di biciclette self service - afferma il sociologo Bruno Marzloff - sono l'espressione di una società del "collettivo individuale". Vélib è in effetti una categoria intermedia tra il collettivo (metropolitana, bus) e il veicolo individuale». Un terzo dell'utilizzazione delle bici avviene tra le 22 e le 2 del mattino, ai parcheggi si crea un clima amichevole, su Internet ci sono siti che ne vantano i vantaggi.

La scommessa era importante. Ma ora Delanoë va fiero di un'idea che sta interessando anche altre grandi città: una delegazione è venuta perfino da Londra, dove Ken Livingstone vuole importare l'idea. JCDecaux ha già preso contatti anche con le amministrazioni di grandi città nordamericane. In Francia l'esperienza delle biciclette pubbliche è nata a Lione nel 2005, poi l'esempio è stato seguito da Orléans e Aix-en-Provence. A Bordeaux dal 2003 ci sono delle «case della bicicletta» dove è possibile prenderne a prestito, gratuitamente, per un minimo di una settimana.

A Parigi il sistema è molto semplice. La città è stata costellata di parcheggi. A dicembre saranno 1450, in pratica uno ogni 300 metri, con più di 20mila biciclette a disposizione. Si può prendere una bicicletta per un giorno con un euro, per sette giorni (5 euro) oppure sottoscrivere un abbonamento annuale (29 euro). Il tutto pagato con carta di credito direttamente ai parcheggi. La prima mezzora è gratis. Poi il prezzo aumenta progressivamente (per evitare di fare concorrenza ai privati che affittano biciclette). Ma un abbonato può prendere una bicicletta per mezzora, gratis, posarla in un parcheggio e prenderne un'altra, sempre gratis, 5 minuti dopo e così via. In realtà, la media dei tragitti non oltrepassa la mezzora.

Dopo i primi due mesi di utilizzazione sono stati corretti alcuni piccoli difetti. Il problema più grosso è quello della distribuzione delle bici: una ventina di camioncini (non inquinanti) girano per la città per riequilibrare i parcheggi. «Certi quartieri sono strutturalmente debitori e altri creditori di biciclette», spiegano al comune, perché i parigini lasciano volentieri la bici quando c'è una salita, per esempio a Montmartre, oppure al mattino mancano biciclette nei parcheggi vicino alle stazioni o ancora la sera in luoghi animati come la Bastiglia. «200 stazioni rafforzeranno le vicinanze delle stazioni e delle università», afferma Céline Lepault, incaricata del progetto Vélib al comune di Parigi. La collaborazione con il settore privato impedisce di avere parcheggi dentro le stazioni, poiché la gestione è in mano a una società concorrente di JCDecaux, l'americana Clear Channel, che aveva concorso per aggiudicarsi questo mercato. Il Vélib è ora vittima del proprio successo: i comuni confinanti con la capitale vogliono anch'essi adottare un sistema analogo, ma ogni città deve organizzare una gara d'appalto e non è detto che sia sempre JCDecaux a vincere, i sistemi devono essere compatibili e armonizzarli sarà complicato.

La destra municipale aveva tentato di criticare il sistema, visto come un altro regalo al boboland parigino, ma ha dovuto tacere di fronte al successo di pubblico del Vélib, che serve ormai come mezzo anche per andare a lavorare. I detrattori avevano messo in guardia sugli inevitabili incidenti, problema che esiste in effetti, anche perché Parigi non ha una rete molto estesa di piste ciclabili (380 km) e i ciclisti sono obbligati a viaggiare nelle corsie dei bus. C'è chi ha criticato la forma, il colore (grigio) e il peso (22 kg) delle bici, le cassandre hanno parlato di «rischio vandalismo»: finora circa 200 biciclette sono state danneggiate e un esercito di 350 tecnici è sempre all'opera per riparare i piccoli guasti ai parcheggi. Per le grosse riparazioni c'è anche un laboratorio mobile sulla Senna. Ma per i ciclisti il principale problema sono le multe. La Prefettura è diventata molto più severa nei confronti di chi non rispetta semafori e sensi unici.

utente anonimo

#21   11 Dicembre 2007 - 11:40
 
Aggiornamento dopo 6 mesi di servizio.

Il successo di Velib sta cambiando le abitudini dei parigini. Infatti sono cresciute in misura massiccia le vendite di biciclette nell'area della capitale francese, al di là di ogni più rosea previsione. Come rileva il quotidiano "Le Monde" (http://www.lemonde.fr/cgi-bin/ACHATS/acheter.cgi?offre=ARCHIVES&type_item=ART_ARCH_30J&objet_id=1015243) i parigini, sulla scia dell'entusiasmo, hanno riscoperto il piacere di spostarsi in bici e, dopo un perido di stasi in coincidenza con l'attivazione di Velib, ora comprano nuove bici, più leggere dei Velib, dotate di almeno 12 rapporti e di qualche accessorio in più.
E questa crescita della domanda sta facendo nascere nuovi negozi specializzati in città.

A dimostrazione che con un opportuno intervento pubblico si può generare un circolo virtuoso che fa bene alla salute e anche all'economia.
m
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#22   11 Dicembre 2007 - 13:59
 
A questo punto sono proprio curioso di vedere Roma come risponderà all'avvento del Bike Sharing! Non resta che sperare che le bici in condivisione siano in un numero congruo e incrociare le dita!
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